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La mia croce è ad Hammamet, Simone Colangelo – Recensione

Salve lettori!
Oggi andremo ad analizzare un romanzo che mi è stato gentilmente inviato dall’autore e che ringrazio di cuore. È un romanzo un po’ diverso dal solito ma che merita ugualmente, un romanzo che tratta una lotta interiore. Stiamo parlando di: La mia croce è ad Hammamet di Simone Colangelo.

lotta
Forse un uomo, forse un ragazzo, forse un bambino. In una cella, in compagnia solo di alcuni libri. Forse sogna, forse ricorda, forse immagina completamente la vita di un ragazzino, figlio di una donna francese e di un arabo che non ha mai conosciuto, ripercorrendo con lui i cammini della sua esistenza, tra Hammamet, e la Francia tra gli anni ’20 e gli anni ’40. Insieme scopriranno la vita, la morte, il Dio del Libro, il Dio del Verbo. Insieme scopriranno di non essere solamente ciò che è visibile.

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Cos’è la realtà? Questa? O quella che dovrebbe esistere fuori dalla porta? In effetti la parola, anche scritta su carta, accompagna mie lunghe attese prima del sonno, parlare di giornate qui

Effettivamente parlare di questo romanzo non è semplice, questo non è un dettaglio negativo ma semplicemente si toccano temi abbastanza complessi.

Iniziamo con il dire che il protagonista è indefinito, non è specificato se si tratta di una persona adulta, un ragazzo o un bambino. Inizialmente è molto semplice perdersi perché non si capisce dove l’autore voglia arrivare e cosa vorrebbe che il lettore pensasse ma se si fa maggiore attenzione, si arriva ad un punto.

Ciò che ho notato maggiormente è la costante lotta interiore che il protagonista combatte, è in costante lotta con il pensiero sulla figura di Dio, i ricordi della madre, la concezione del tempo che si perde. La lotta è sicuramente il fulcro di tutto il libro, una lotta che possiamo vedere da diversi punti. La lotta interna è ciò che ti aiuta a maturare, a concepire la realtà.

Inoltre l’autore è stato abile a mostrare la capacità della mente umana di creare immagini, a volte spaventose ma soprattutto vive. Quello che davvero bisogna fare per poter vivere bene, per poter sentire la pace, è trovare quest’ultima dentro di noi e per fare questo, l’unica soluzione, è la riappacificazione con tutto ciò che appartiene al passato.

Spesso le idee diventano confuse e si intrecciano, e anziché essere l’abbellimento alla mia umanità. diventano solo la ragione della mia disperazione

È un romanzo che vale la pena leggere perché aiuta a riflettere su temi che a volte diamo per scontato ma che in realtà non lo sono per niente.

VALUTAZIONE

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