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Il priorato dell’albero delle arance, Samantha Shannon – Recensione

Salve lettori!
Oggi andremo a parlare di uno dei libri più discussi del 2019 e che io ho amato tantissimo: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon.

LA CASATA DI BERETHNET ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

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Nessuno dovrebbe indurre una donna a temere di non essere abbastanza.

Negli ultimi mesi ho letto tanti romanzi fantasy tra cui questo. Fin dall’annuncio è stato un libro che mi ha incuriosita e quando la Oscar Vault mi ha contattata per leggerlo in anteprima ne sono stata davvero felice. Grazie al file inviatomi sono riuscita a leggerlo in anteprima e in seguito ho acquistato il cartaceo per completare la lettura.

I personaggi che caratterizzano questo romanzo sono davvero numerosi e parlare di ognuno di loro richiederebbe tanto tempo. I principali sono: Ead Duryan, Niclays Roos, Arteloth Beck e Tané. Seguiremo le vicende attraverso gli occhi di questi personaggi e ognuno di loro aggiungerà un particolare che renderà la trama intricata e molto interessante. L’obiettivo principale del romanzo è la sconfitta del Senza Nome. La trama è molto più complessa ed articolata di così ma visto che questa è una recensione Spoiler Free, non aggiungo altro. Ci saranno tante altre sotto trame che lo renderanno molto piacevole.

Il fulcro della storia e motivo per cui succede ogni cosa in occidente è la religione. In occidente vige la religione delle “sei virtù” dove ognuno sceglie il proprio cavaliere e seguirà i suoi insegnamenti per tutta la vita. A capo della religione c’è “Il Santo” e la Donzella Cleolind. Questa religione non vige su tutti i territori e non tutti pensano che le vicende siano andate proprio come raccontano, ci saranno molteplici versioni e tra capovolgimenti e scoperte, il lettore sarà guidato verso le verità.

Il world-building non è innovativo e presenta delle somiglianze con molti altri romanzo dello stesso genere. Il romanzo presenta le solite classi sociali: La nobiltà, la borghesia, cavalieri e il popolo.

Sono presenti personaggi che utilizzano la magia. Quest’ultimo è un dettaglio che avrà rilevanza e che io reputo assolutamente originale, un sistema magico differente dal classico. Saranno presenti creature fantastiche già esistenti nel mondo fantasy e nella tradizione orientale come i wyrm e i draghi ma anche di personaggi di fantasia dell’autrice come lo stupendo Aralaq (vorrei tanto averne uno!) che è un icneumone.

I personaggi che più mi sono piaciuti sono: Ead Duryan e Tané. Sono due personaggi femminili di grande spessore per la storia. Ead avrà il compito di Proteggere Sabran, regina di Virtudom in occidente mentre Tané è una guerriera che sogna di entrare nel club Miduchi e cavalcare un drago. Sono entrambe donne molto risolute e forti, capaci di intraprendere avventure che metteranno in serio pericolo la loro vita ed entrambe hanno una storia di sofferenza e bugie alle spalle.

Un dettaglio del romanzo che io ho apprezzato molto è il modo in cui è trattato il mondo LGBT. Nella storia ci sono ben due coppie omosessuali (leggere per scoprirle!) e in entrambi i casi sono trattate con molta naturalezza e, da parte di tutti personaggi, senza alcun pregiudizio. Le coppie eterosessuali e le coppie omosessuali sono trattate nello stesso modo dall’autrice e io lo reputo un dettaglio su cui fermarsi a pensare.

Altro dettaglio su cui vorrei soffermarmi è l’utilizzo della violenza. In tutta la storia sono presenti scene violente ma non in modo eccessivo e non casuale, ogni scena del genere è utilizzata nel giusto modo e nella giusta dose in modo da mettere d’accordo sia coloro che amano queste scene e quelle che invece le detestano. Io personalmente ho apprezzato la presenza di quelle scene.

Un dettaglio positivo che salta all’occhio è il modo in cui è scritto. Il romanzo conta ben 800 pagine ma scorrono via in una facilità che sorprende. Ogni personaggio è ben caratterizzato ed ognuno ha un dettaglio che lo rende unico: ognuno ha il proprio pensiero, la propria personalità che avrà influenza su tutta la storia.

Ciò che invece mi ha fatta storcere un po’ il naso è il finale. È scritto velocemente e senza soffermarsi su alcuni dettagli che avrei trovato molto interessanti.

Saremo anche giovani e insignificanti, ma i nostri principi scuoteranno il mondo intero

Senza ombra di dubbio, ho amato da morire questo romanzo. Quando ho finito di leggerlo, mi ha lasciata un vuoto grande quanto la sua mole! Io lo consiglio vivamente a chiunque abbia voglia di leggere un romanzo dalla trama consistente e ben articolata ma che non ha paura del numero di pagine.

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Leopardo Nero Lupo Rosso, Marlon James – Recensione

Salve a tutti! Nella recensione di oggi andremo a parlare di uno dei fantasy più strani che abbia mai letto: Leopardo Nero Lupo Rosso di Marlon James.

Nello straordinario primo romanzo della trilogia Dark Star di Marlon James, mito, fantasia e storia fanno da sfondo alle avventure dell’Inseguitore, un mercenario ingaggiato per trovare un bambino scomparso tre anni prima. L’Inseguitore è famoso per le sue doti di cacciatore solitario – «Ha un gran fiuto», dice la gente -, ma per questa missione deve lavorare con un eterogeneo gruppo di personaggi, ciascuno dei quali si porta dietro un segreto. Primo fra tutti il muta-forma Leopardo. In viaggio sulle tracce del bambino, l’Inseguitore si sposta da un’antica città all’altra, si addentra in fitte foreste, attraversa fiumi vorticosi e si scontra con mostruose creature decise a ucciderlo. In quella lotta quotidiana per la sopravvivenza, comincia allora a chiedersi chi sia veramente il bambino che sta cercando, chi vuole impedirgli a tutti i costi di trovarlo e soprattutto chi mente e chi dice la verità.

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“Un leopardo trova la carne dove può. E quando c’è la carne, mangia!”

“Leopardo nero, Lupo rosso” è l’ultimo fantasy che ho letto. Un Fantasy decisamente diverso da tutti quelli che ho letto fino ad oggi ma sono più che sicura anche in generale. Un fantasy strano: durante tutta la lettura non poche volte mi è capitato di esclamare: “Ma che cosa sto leggendo?”. Questo però non in senso negativo ma perlopiù perché strano: Marlon James ha davvero una grandissima immaginazione!

La storia racconta delle vicende di “Inseguitore”, un ragazzo assoldato da un mercante per cercare un misterioso bambino. Ma come qualsiasi storia valida che si rispetti, le vicende non scivoleranno poi così facilmente. Infatti, partito con altri sette misteriose e strambe persone, dovrà capire di chi fidarsi ma soprattutto quali informazioni saranno corrette o bugie. Ed è così, che per tutto il romanzo vedremo un susseguirsi di colpi di scena sul misterioso bambino e la sua storia che ribalterà le opinioni del lettore.

“Leopardo Nero Lupo Rosso” è una storia molto avvincente e che tiene incollato il lettore alle pagine. Una storia al limite dell’assurdo che mi ha molto affascinata. La storia è raccontata dal protagonista, rinchiuso in una cella, al suo inquisitore che gli sottoporrà numerose questioni. Metodo che ha permesso a Marlon James di raccontare non solo la storia principale ma anche di diverse in modo tale da dare ancora più familiarità con il protagonista ma soprattutto far conoscere l’ambientazione.

Questa è una storia con un’ambientazione unica e cupa. Un’ambientazione ispirata dalla cultura africana: infatti il libro è intriso di superstizioni, riti o magia. Ma non solo: non mancherà di certo la violenza o le scene di sesso, streghe, muta-formi, demoni e mercato nero con vendita di orfani. Un calderone di roba cupa e scura che la farà da padrone. Come accennato prima, non mancheranno scene strane che vi farà esclamare “Cosa sto leggendo?”. Questa però non è una nota negativa anzi, a me questa ambientazione è piaciuta non poco anche perché Marlon James sa il fatto suo ed è capace di far immergere completamente il lettore nel mondo da lui creato.

“Leopardo Nero Lupo Rosso” ha un protagonista eccezionale. Un protagonista forte e cinico che non smetterà fino alla conclusione della storia di dire sempre la sua su tutto. Questo romanzo ha anche molti personaggi fantastici e strani: i miei preferiti sono stati il simpaticissimo muta-forma Leopardo Nero o il gigante Mestogo. Personaggi che ho amato fin da subito.

“Forse faccio appello a quello stesso cuore che cerca vendetta. Un appello che viene a sua volta dal cuore”

“Leopardo Nero Lupo Rosso” è sicuramente un romanzo fantastico ed entusiasmante da leggere. Nonostante ciò, voglio anche aggiungere che in alcuni punti è risultato veramente pesante anche per via di uno modo di raccontare davvero inusuale.

Con ciò penso che chi sia ai suoi primi fantasy farà davvero molta fatica a leggerlo e non abbandonarlo all’inizio. Però per gli amanti del fantasy è davvero una grande lettura.

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Ventiquattro, Valentina Bardi – Recensione

Salve lettori!
Oggi vi voglio parare di un romanzo adatto principalmente per un pubblico più giovane ma anche a persone che amano leggere romanzi per ragazzi. Il romanzo in questione è: Ventiquattro di Valentina Bardi.

Ringrazio l’ufficio stampa “Scrittura a tutto tondo” per avermi contattata e per la collaborazione e un ringraziamento anche all’autrice.

martina
Martina sta per compiere diciotto anni e frequenta un ragazzo che a sua madre non piace. Perché è il figlio del padrone della fabbrica locale, perché sua madre è una sindacalista come quelle di una volta e insomma quel ragazzo (com’è che si chiama,Matteo?) non lo vuole in casa sua. Martina sta per compiere diciotto anni e sempre più spesso si sente una mosca bianca, in famiglia. La madre, Giada, tutta d’un pezzo. Il padre, Andrea, che non c’è mai. Fa il giornalista, inviato in zone di guerra, e sembra che per lui contino più i drammi del mondo che quelli di casa sua; sembra anche, quando si fa vedere, che lui e la mamma non vadano più tanto d’accordo. E poi la sorella maggiore e i fratelli minori di Martina, ognuno alle prese con i propri problemi grandi e piccoli… problemi che la riguardano fino a un certo punto. Nonostante tutto, però, sembra che il microcosmo che ruota attorno a Martina, ben radicato in un piccolo comune della provincia romagnola, sia in grado di vivere la vita senza troppi sconvolgimenti. Sembra. Perché un evento inaspettato costringerà la ragazza, la sua famiglia e l’intera comunità con cui si intreccia, a rivedere le proprie convinzioni e a reinventare la propria visione del mondo. Un romanzo di formazione molto attuale, ricco di momenti toccanti e di argomenti che riguardano ognuno di noi: la famiglia, la coppia, l’essere figli. La fede politica e quella religiosa. La gioia e il dolore, la serenità e la disperazione. E soprattutto la necessità di accettare i propri limiti e raggiungere, finalmente, una nuova consapevolezza.

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SCRITTURA A TUTTO TONDO: SITO

Lei è quella che riesce sempre a confortare tutti, a giustificare tutto, a capire tutto. Lei perdona, è gentile, sorridente.

Ho finito di leggere questo romanzo pochi giorni fa e come al solito ho preso per me del tempo per riflettere e non dare un giudizio troppo affrettato. È un romanzo che insegna e che lascia il segno dopo averlo letto, è un mix di pregiudizi, problemi adolescenziali, famiglia e domande esistenziali.

La protagonista principale di questo romanzo è Martina. Martina è una ragazza di 18 anni che vive una vita qualsiasi tra amici, il suo primo ragazzo e la sua famiglia. Martina è sempre pronta ad aiutare i suoi amici, è una persona gentile e generosa ma anche delicata. La sua famiglia è composta da Giada, una donna forte e sempre dalla parte dei lavoratori e della classe più bassa, una donna che ha cresciuto i propri figli da sola in attesa del marito, Andrea. Andrea è un inviato di guerra perennemente assente alla vita familiare, un uomo che fugge. Martina ha una sorella maggiore, Elena. Elena ha perso un bambino e da quel momento la sua vita è cambiata, è distrutta. Ma ha anche 3 fratelli più piccoli.

Martina frequenta Matteo, figlio dei proprietari della fabbrica che ha ricevuto degli insegnamenti molto diversi dalla ragazza ed è proprio per questo che Giada non vuole che si frequentino. Ma Martina e Matteo si amano a modo loro, lei è completamente rapita da lui.

La vita però mette a dura prova l’esistenza di ogni personaggio, ognuno subirà delle ingiustizie e dei cambiamenti, nulla sarà come prima. Ma come spesso accade, è proprio dai momenti bui che si impara e ci si rende conto di quello che davvero si ha, che nonostante tutto ognuno di noi ha un posto nel mondo.

Ci viene insegnato che un credo politico non definisce la persona, ci si crea un’idea diversa solo perché la pensa in modo differente rispetto a noi. Ci viene insegnato che assenza fisica non significa assenza emotiva, che spesso chi viaggia è fisso con il cuore in un punto ma il corpo si muove, ha bisogno di spazio.

“Ecco!” esclama la suora, come risvegliata di entusiasmo ” è proprio lì il problema. Io la voce che mi chiede di restare, che mi chiede di credere, la sento sempre. Ho pensato che fosse la mia immaginazione e invece no. È qualcosa che va oltre il razionale.”

Per concludere posso affermare con certezza che è un romanzo valido e a me è piaciuto. È un romanzo molto profondo e non lascia indifferente. Merita senza ombra di dubbio l’attenzione del lettore. Io lo consiglio a chiunque, a tutte le persone che sono alla ricerca di un romanzo per ragazzi che non sia banale e a tutte le persone giovani che amano la lettura.

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Dante e la tartaruga,Vincenzo Spinelli – Recensione

Salve lettori!
Oggi andremo a parlare di un romanzo assurdo ma in senso positivo, un romanzo che ti strappa un sorriso ed è molto divertente. Il romanzo in questione è: Dante e la tartaruga di Vincenzo Spinelli.

Ringrazio l’autore per avermi fornita la copia del suo romanzo!

divertente
Dante e la Tartaruga è la storia contemporanea (e folle) di due innamorati che vivono nella periferia bolognese. Stanchi di condurre un’esistenza ai margini della società ed esausti di vacillare perennemente sulla soglia della povertà, decidono di commettere un omicidio per appropriarsi del patrimonio della ricca e odiosa signora Scalpini, così da poter poi rilevare la libreria Shakespeare and Company di Parigi. Il protagonista, Dante Chitano, da anni sogna di fare lo scrittore ed Elena Bugetti vorrebbe soltanto vivere serenamente insieme a lui. Riusciranno, al termine di questa avventura surreale e rocambolesca, a coronare i loro sogni?

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Nietzsche, non c’è bisogno di venire anche in bagno… calma, non agitarti, fammi ascoltare Tom Waits in santa pace, presto la convincerò, non temere.

Posso sicuramente affermare che questo romanzo è assurdo ma in senso positivo e mi è piaciuto. Iniziamo dai protagonisti, Dante Chitano ed Elena Bugetti. Dante è un ragazzo fuori dagli schemi, fa uso di droghe e legge… legge sempre e sogna di fare lo scrittore. Il dettaglio divertente che riguarda il ragazzo è che parla con degli scrittori morti, li vede anche e lo consigliano su come deve agire. È un personaggio che io ho trovato piacevole e simpatico, mi ha molto divertita con i suoi modi di fare.

L’altro personaggio è Elena Bugetti, fidanzata di Dante. Elena è un personaggio più stabile e riflessivo. Una ragazza che ne subisce di tutti colori dalla datrice di lavoro, la signora Scalpini. Proprio da questo partono le rocambolesche avventure dei due.

Il piano dei ragazzi è quello di inscenare la morte della signora Scalpini e di diventare gli unici eredi della sua ricchezza. Questo desiderio nasce dalla volontà di riscattarsi da una vita fatta di sofferenza e sacrifici ma soprattutto la volontà di Dante di diventare un grande scrittore e trasferirsi a Parigi.

Le vicende sono ai limiti del possibile ed è proprio questo che rende il romanzo molto divertente ed è capace di strappare un sorriso. Il linguaggio adoperato non è sicuramente adatto ad un pubblico giovane visti gli argomenti presenti nel libro come la droga e le diverse scene di sesso presenti all’interno della storia. Nonostante questo, è sicuramente un ottimo libro che nella sua brevità, conta 127 pagine, intrattiene il lettore.

Il finale del romanzo è una vera e propria ciliegina, mi è piaciuto tanto ed io ci ho visto un buon messaggio, un messaggio che spinge una persona a voler fare qualsiasi cosa per poter vivere una vita nuova e realizzare i propri desideri. Questo è il messaggio che a me ha trasmesso.

“Si ma tu sei Hemingway e io non sono te”.

“Ehi, devi soltanto scrivere una storia, la più vera che conosci”

Per finire, posso sicuramente dire che è un buon romanzo, divertente ed esilarante. Ed è scritto anche piuttosto bene. Lo consiglio a chiunque sia in cerca di un romanzo divertente e che valga la pena leggere!

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Carstall e la spada di Ischeer, Fulvio Borrelli – Recensione

Salve a tutti! In questa nuova recensione andremo a parlare di un altro fantasy: “Carstall e la spada di Ischeer” di Fulvio Borrelli!

Ringrazio di cuore l’autore per avermi dato la copia cartacea del libro! 😀

Carstall
Carstall è un giovane pescatore di Toscar, una tranquilla cittadina del Regno di Edens. La sua vita ordinaria viene stravolta quando Jivex, il Signore di Axisgard, torna dalla morte con il suo esercito di morti viventi, in cerca di vendetta. Carstall e i suoi amici sono costretti a scappare verso la capitale. Ma il viaggio è pieno di insidie, segreti e rivelazioni. Carstall non è chi crede di essere: egli è il solo che può fermare Jivex e il suo potentissimo Scettro di Ghiaccio. Ma per farlo dovrà affrontare se stesso e il suo destino, in una missione contro il tempo, prima che l’antica profezia si avveri… e il Grande Freddo cali su ogni cosa.

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“Nel libro nero esiste una profezia. Racconta del ritorno dell’esercito dei Barbari. Tutto diventerà bianco come la neve. Il freddo di un cuore addolorato gelerà l’estate, e la vendetta camminerà nei luoghi in cui regnava la pace”

In questi ultimi mesi del 2019, ho dedicato moltissimo tempo alla lettura di romanzi fantasy. Il Fantasy è uno dei miei generi preferiti (insieme al thriller!) e gli ultimi romanzi letti mi sono piaciuti molti. Questo non è da meno.

Protagonista di questa avventura è Carstall, giovane pescatore di un paesino sulle coste. Quello che Carstall non sa è che lo attende futuro importante e un’avventura strepitosa. Avventura che intraprenderà quando si avvererà la profezia del “GRANDE INVERNO”, il ritorno dalla morte dell’esercito barbaro. Carstall sarà costretto ad abbandonare il paesino e intraprendere un lungo viaggio verso la capitale. Egli, scoperto del suo passato, sarà l’unico che potrà fermare l’esercito nemico. Ma prima però, dovrà trovare la spada di Ischeer.

“Carstall e la spada di Ischeer” è una lunga avventura, dove il lettore sarà accompagnato a scoprire “Il mondo antico”. Un avventura fatta di pericoli e misteri, creature e magia, una antica storia e il ritorno di antichi nemici. Una storia che coinvolge, fatta di amicizia e amore.

Questo è romanzo che ho letto con piacere dalla prima all’ultima pagina. Un fantasy dove faranno la sua comparsa numerosi personaggi eccezionali: escludendo il protagonista, il personaggio più coinvolgente è Dars. Un capitano che avrà una grande importanza per l’avventura di Carstall poiché lo accompagnerà dalla prima all’ultima pagina ma più di tutti lo salverà e gli farà portare a termine la sua importantissima missione. Dars è un personaggio forte, uno di quei personaggi che o lo ami o lo ami… ☺️

Una delle cose che più mi sono piaciute, è la mappa all’inizio del libro. Personalmente è una scelta che adoro. Mi piace moltissimo sia capire meglio il mondo che contorna la storia sia perché mi piace seguire gli spostamenti dei personaggi sulla mappa, fondamentale in questa storia dove Carstall sarà sempre in viaggio.

Altro elemento essenziale e non da poco, sarà il passato di questo mondo. Verrà mostrata la storia e tutte le motivazione che spingono l’armata barbarica alla conquista di tutto, specie per il regno di Edens. Sicuramente punto importante che immerge il lettore ancora di più in un mondo che poco conosce.

“Possiamo provare a scappare dal nostro destino, finché ci è concesso ma pria o poi dovremo affrontarlo”

“Carstall e la spada di Ischeer” è un romanzo fantasy che mi è molto piaciuto, letto in pochi giorni tanto che mi ha coinvolta. Un romanzo che scorre bene anche grazie ad uno stile di narrazione molto bello. Come romanzo di debutto, è davvero fantastico.

Consiglio la lettura a tutti gli amanti del genere fantasy o a chi si vuole cimentare in storie fantastiche…

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Oltremare, Andrea Zanchetta – Recensione

Salve lettori!
Oggi vi parlerò di un romanzo che mi è stato inviato in anteprima dall’autore ma che purtroppo è arrivato in casa mia molto più tardi (grazie poste italiane!). Un romanzo che racconta la lotta contro il mare. Il romanzo in questione è: Oltremare di Andrea Zanchetta.

Ringrazio l’autore per la copia cartacea!

mare
Un rituale oscuro e inquietante incombe su tutti gli abitanti dell’Isola. Nina ne è la sacerdotessa ed è anche l’unica a conoscere il vero motivo dei sacrifici che si ripetono puntuali. Ogni anno, durante la notte di Ognissanti, tre Gorgoni affidano un’offerta a un Mare dalle caratteristiche soprannaturali, lasciando che la risacca la porti via. Fra sensi di colpa, rancori e traumi, oscuri segreti vengono alla luce stravolgendo le vite di Enya, Dylan, Alyssa, Morgan e degli altri isolani. L’inaspettato ritorno di chi ormai si credeva morto da tempo farà precipitare gli eventi, svelando il vero nemico che Nina ha combattuto in segreto per anni, in una guerra di cui solo il Mare può decretare i vincitori.

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Ora era un uomo. L’abitudine l’aveva logorato, consumato, incrostato dentro: ormai era diventata parte della sua esistenza. Senza quei gesti ripetitivi e meccanici si sarebbe sentito perduto.

Questo è sicuramente uno di quei romanzi che leggi sognante perché sembra quasi di vivere la storia raccontata sulla propria pelle. Questo è il secondo volume di una trilogia!

Il fulcro principale di tutto il romanzo è la maledizione del mare e del patto che hanno fatto con esso. Il patto consiste nel sacrificare la vita innocente di un bambino e darla al mare e in cambio tutti i cittadini dell’isola sarebbero stati al sicuro.

Non esiste un vero e proprio protagonista di questa storia ma diversi: Enya, Dylan, Alyssa e Morgan. Tutti personaggi che saranno indispensabili per comprendere la crudeltà del patto ma soprattutto del mare. Il mare è un essere imprevedibile, colui che ha in pugno le vite degli abitanti e che spesso si rivela spietato.

Il personaggio che più ho amato è Nina, la sacerdotessa del mare dagli occhi di ghiaccio. È una donna rigida, consapevole… una donna rassegnata alle crudeltà a cui è sottoposta la sua isola ma soprattutto colei che conosce la verità sulla vicenda del mare.

Le vicende si fanno interessanti quando i “bambini del mare” ritornano sull’isola e riportando alla luce un oscuro mistero. Attraverso ciò si mostra un legame con la natura spesso conflittuale, un legame amore e odio verso questo gigante possente.

La storia è molto interessante ed è sviluppata egregiamente tanto da indurre il lettore a continuare la storia e scoprire tutti i misteri che aleggiano intorno all’isola. Ho letto questo romanzo in sole 24 ore e conta circa 223, questo per dire che scorre molto velocemente e intrattiene

L’acqua l’avvolse in un turbinio di schiuma.

Poi fu la notte vera.

Per concludere, posso affermare senza ombra di dubbio che questo romanzo mi è piaciuto, in particolar modo mi è piaciuto il modo in cui è stata scritta la storia, è un tipo di scrittura valida ed accattivante

Lo consiglio vivamente a chiunque!

VALUTAZIONE

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