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Ventiquattro, Valentina Bardi – Recensione

Salve lettori!
Oggi vi voglio parare di un romanzo adatto principalmente per un pubblico più giovane ma anche a persone che amano leggere romanzi per ragazzi. Il romanzo in questione è: Ventiquattro di Valentina Bardi.

Ringrazio l’ufficio stampa “Scrittura a tutto tondo” per avermi contattata e per la collaborazione e un ringraziamento anche all’autrice.

martina
Martina sta per compiere diciotto anni e frequenta un ragazzo che a sua madre non piace. Perché è il figlio del padrone della fabbrica locale, perché sua madre è una sindacalista come quelle di una volta e insomma quel ragazzo (com’è che si chiama,Matteo?) non lo vuole in casa sua. Martina sta per compiere diciotto anni e sempre più spesso si sente una mosca bianca, in famiglia. La madre, Giada, tutta d’un pezzo. Il padre, Andrea, che non c’è mai. Fa il giornalista, inviato in zone di guerra, e sembra che per lui contino più i drammi del mondo che quelli di casa sua; sembra anche, quando si fa vedere, che lui e la mamma non vadano più tanto d’accordo. E poi la sorella maggiore e i fratelli minori di Martina, ognuno alle prese con i propri problemi grandi e piccoli… problemi che la riguardano fino a un certo punto. Nonostante tutto, però, sembra che il microcosmo che ruota attorno a Martina, ben radicato in un piccolo comune della provincia romagnola, sia in grado di vivere la vita senza troppi sconvolgimenti. Sembra. Perché un evento inaspettato costringerà la ragazza, la sua famiglia e l’intera comunità con cui si intreccia, a rivedere le proprie convinzioni e a reinventare la propria visione del mondo. Un romanzo di formazione molto attuale, ricco di momenti toccanti e di argomenti che riguardano ognuno di noi: la famiglia, la coppia, l’essere figli. La fede politica e quella religiosa. La gioia e il dolore, la serenità e la disperazione. E soprattutto la necessità di accettare i propri limiti e raggiungere, finalmente, una nuova consapevolezza.

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SCRITTURA A TUTTO TONDO: SITO

Lei è quella che riesce sempre a confortare tutti, a giustificare tutto, a capire tutto. Lei perdona, è gentile, sorridente.

Ho finito di leggere questo romanzo pochi giorni fa e come al solito ho preso per me del tempo per riflettere e non dare un giudizio troppo affrettato. È un romanzo che insegna e che lascia il segno dopo averlo letto, è un mix di pregiudizi, problemi adolescenziali, famiglia e domande esistenziali.

La protagonista principale di questo romanzo è Martina. Martina è una ragazza di 18 anni che vive una vita qualsiasi tra amici, il suo primo ragazzo e la sua famiglia. Martina è sempre pronta ad aiutare i suoi amici, è una persona gentile e generosa ma anche delicata. La sua famiglia è composta da Giada, una donna forte e sempre dalla parte dei lavoratori e della classe più bassa, una donna che ha cresciuto i propri figli da sola in attesa del marito, Andrea. Andrea è un inviato di guerra perennemente assente alla vita familiare, un uomo che fugge. Martina ha una sorella maggiore, Elena. Elena ha perso un bambino e da quel momento la sua vita è cambiata, è distrutta. Ma ha anche 3 fratelli più piccoli.

Martina frequenta Matteo, figlio dei proprietari della fabbrica che ha ricevuto degli insegnamenti molto diversi dalla ragazza ed è proprio per questo che Giada non vuole che si frequentino. Ma Martina e Matteo si amano a modo loro, lei è completamente rapita da lui.

La vita però mette a dura prova l’esistenza di ogni personaggio, ognuno subirà delle ingiustizie e dei cambiamenti, nulla sarà come prima. Ma come spesso accade, è proprio dai momenti bui che si impara e ci si rende conto di quello che davvero si ha, che nonostante tutto ognuno di noi ha un posto nel mondo.

Ci viene insegnato che un credo politico non definisce la persona, ci si crea un’idea diversa solo perché la pensa in modo differente rispetto a noi. Ci viene insegnato che assenza fisica non significa assenza emotiva, che spesso chi viaggia è fisso con il cuore in un punto ma il corpo si muove, ha bisogno di spazio.

“Ecco!” esclama la suora, come risvegliata di entusiasmo ” è proprio lì il problema. Io la voce che mi chiede di restare, che mi chiede di credere, la sento sempre. Ho pensato che fosse la mia immaginazione e invece no. È qualcosa che va oltre il razionale.”

Per concludere posso affermare con certezza che è un romanzo valido e a me è piaciuto. È un romanzo molto profondo e non lascia indifferente. Merita senza ombra di dubbio l’attenzione del lettore. Io lo consiglio a chiunque, a tutte le persone che sono alla ricerca di un romanzo per ragazzi che non sia banale e a tutte le persone giovani che amano la lettura.

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