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L’urlo del Danubio, Marinella Tumino – Recensione

Salve lettori!
Oggi voglio parlarvi di un libro che colpisce tanto sia per i racconti di vita vissuta che per le argomentazioni storiche che saranno presenti durante la lettura. Il libro in questione è: L’urlo del Danubio di Marinella Tumino.

Ringrazio di cuore l’autrice per avermi inviato la copia cartacea e per avermi fatto conoscere tante piccole cose di cui non ero a conoscenza.

lettura
La memoria storica è testimonianza del passato, insegna la fecondità del sacrificio e celebra il trionfo della spiritualità. “L’urlo del Danubio” ripercorre con un treno immaginario un viaggio interiore effettuato dall’autrice nei luoghi della disumanità: dal campo di Dachau all’alloggio segreto di Anne Frank e poi ancora dalla risiera di San Sabba a Trieste ai quartieri ebraici di Ferrara, Roma, Budapest. Ripercorrere i binari della memoria storica è un modo per tenere vivo il ricordo di ciò che è stato ma soprattutto per far sì che simili tragedie non debbano accadere mai più. “Ne plus jamais!”, come recita il severo monito che ora sovrasta il lager di Dachau e, idealmente, tutti i luoghi di sterminio e di offesa dell’uomo. 

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Brividi di freddo e di rabbia, mentre guardavo gli alberi esausti, sbiaditi dal tempo, i blocchi di mattoni vuoti di vita, pieni di scempio e dolore

Fare la recensione di questo libro non è facile, non perché lo abbia trovato negativo, tutt’altro ma semplicemente il contenuto di questo libro è molto forte, mi ha colpita come una tempesta a livello emotivo. Questo è sicuramente uno dei testi che tutti noi dovremmo aver letto almeno una volta e dovremmo custodire nella nostra libreria. Il tema principale è la Shoah e la guerra.

L’autrice racconta attraverso un viaggio tutti i luoghi simbolo del più grande errore che l’umanità abbia mai compiuto e visto. Le prime pagine si aprono con delle lettere di ringraziamento da parte del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Papa Francesco e la senatrice Liliana Segre, tutte persone di cui nutro profonda stima.

La prima tappa del viaggio è a Monaco di Baviera, in particolar modo al campo di Dachau, proprio qui iniziò l’orrore. Campi di prigionia in cui sono ospitati persone di disparata nazionalità e religione ma anche oppositori del partito, omosessuali e zingari. L’autrice fa un’attenta descrizione del campo e delle modalità in cui queste persone venivano trattate. Troviamo spunti storici ma anche personali ed emozioni che si provano attraversando quel mostro che ha custodito tutto quell’orrore. Durante la lettura, l’emozione aumenta perché è possibile vedere quello che viene descritto attraverso le foto presenti in tutto il saggio.

In questo capitolo è presente anche la condizione femminile all’interno dei campi, che per quanto possibile, è molto peggio di quello che tutti pensiamo. Queste povere vittime sono private della loro femminilità, subito esperimenti macabri e le donne ritenute più belle venivano rinchiuse in bordelli e utilizzate come prostitute per alleviare dolori e sofferenze di tutti gli altri detenuti.

Durante la lettura troviamo testimonianze in prima persona di vittime che hanno vissuto tutte queste atrocità.

Come secondo capitolo viene mostrata la casa e la storia di Anne Frank, tristemente famosa per il suo diario. Anche qui sono presenti foto della casa e descrizioni dettagliate del luogo. Ci sono curiosità e dettagli sulla vita dell’adolescente, le sue speranze e il suo amore che fa stringere il cuore.

Andando avanti con la lettura troviamo altri luoghi che mostrano le cattiverie di uomini privi di cuore e scrupolo. C’è la Risiera di San Sabba a Trieste con il racconto di un anziano, testimone delle fumate ma del tutto ignaro al suo tempo. Il paragrafo interamente dedicato all’Italia e le Leggi Razziali è una di quelle cose che più mi ha colpita, molti dettagli non li conoscevo e fa prendere sempre più coscienza di quello che ha significato questo evento.

L’autrice ci mostra inoltre i luoghi della comunità ebraica in Italia e in particolar modo nella città di Ferrara e Roma. Gli ultimi due capitoli sono quelli che fanno salire maggiormente rabbia e disprezzo verso coloro che hanno attutato tutto questo: Budapest e Auschwitz. Due storie che bisogna assolutamente conoscere. Infine sono illustrate anche storie d’amore nati nei campi.

La memoria storica è un diario, un forziere dello spirito, e racconta i fatti più rilevanti dell’avventura umana: ecco perché la storia diventa la memoria animata e vivente del mondo intero. Non c’è futuro senza memoria.

Detto questo, consiglio di cuore la lettura di questo libro e la maggior presa di coscienza dei temi trattati. L’autrice ha saputo, con maestria, trasmettere rabbia e tristezza. Ho parlato di questo saggio a tutta la mia famiglia, da sempre appassionati di storia perché tutto questo deve essere conosciuto da ognuno di noi in modo che questo errore non si ripeta più.

VALUTAZIONE

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